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Serie A: “Tanto rivince tutto la mia Juve”. Napoli s’infuria

 

SERIE A – Interviste.

Un anno di Serie A. Questo è il tempo trascorso da quando Gonzalo Higuain ha lasciato il Napoli per andare alla Juventus. Decisione, quella del calciatore, che non è stata vista di buon occhio dal popolo partenopeo, che ora vede l’attaccante argentino come un vero e proprio traditore.




I rapporti tra Higuain e i napoletani non sono dei migliori e le ultime parole del pipita sicuramente non miglioreranno le cose. Il calciatore in un’intervista al Corriere dello Sport ha parlato del suo addio al Napoli, del rapporto con i tifosi bianconeri e della Serie A.

Non è stato semplice lasciare Napoli, cambiare squadra non è come comprare un panino. Ho sofferto per la città che mi ha dato tanto, per la gente perché lasciavo un grande gruppo e un grande staff. Oggi è un’altra cosa, sto meglio a livello mentale e fisico: ho trovato tifosi incredibili, ho vinto, ho raggiunto serenità ed equilibrio”.



Ma la cosa che più fa infuriare i tifosi sono le parole utilizzate per descrivere la squadra del Napoli attuale, quando gli hanno domandato che è in gara per la lotta allo scudetto, ha risposto:

Ha cambiato poco o nulla e non farà colpi eclatanti, sarà un avversario durissimo come sempre, ma la nostra squadra ha le qualità per vincere tutto ancora una volta”. Un messaggio questo che potrebbe inasprire ancora di più gli animi.




Un anno di Serie A e di Juventus dunque. Gonzalo Higuain diventò bianconero il 26 luglio 2016, tra polemiche roventi e grandi aspettative, applausi torinesi e rancori napoletani. “Oggi sono un giocatore più maturo, alla Juve ho trovato la voglia che cercavo”. Trentadue gol in totale, uno scudetto e una Coppa Italia, il centravanti è pronto per affrontare una nuova stagione: la carica è addirittura maggiore, lo stato d’animo completamente diverso.

Higuain, il passaggio di Leonardo Bonucci al Milan ha fatto rumore esattamente come la sua scelta di lasciare Napoli per Torino: che pensa?

«Penso che ognuno debba fare ciò che lo rende felice, che ritiene possa farlo crescere. E’ stata una scelta sua e va rispettata, ognuno è proprietario della sua vita».

C’è chi sostiene che senza Leo siate meno forti…

«Sicuramente abbiamo perso un calciatore importante, che ha aiutato la Juventus a vincere, però rimaniamo una squadra fortissima. Dipende da noi non far sentire l’assenza di Leonardo, abbiamo i calciatori per farlo».



Non c’è più nemmeno Dani Alves…

«Hanno costruito un film sulle mie parole, in realtà non sapevo andasse via. Mi è dispiaciuto anche perché c’era una grande amicizia, ma sono cose di calcio».

Bonucci a parte, il Milan ha investito moltissimo: una rivale in più per lo scudetto…

«Il mio pensiero è che i primi rivali siamo noi. Dobbiamo confermare ciò che la Juve fa da sei anni. Ogni volta si parla di altre squadre favorite ma alle fine vince sempre la Juventus. Guai a rilassarci, però: quest’anno sarà ancora più difficile».

Al Milan manca ancora un centravanti. Il migliore ce l’ha sempre la Juve?

«Ho un mio pensiero ma non dico nulla. I giudizi spettano a voi».



Traguardi personali?

«Vincere, fare più gol, migliorare. Ogni anno bisogna pensare sempre di superarsi, mai fermarsi».

Le hanno dato più fastidio i fischi del San Paolo o sentir dire che non fa gol in Champions…

«A me dà fastidio quando un mio familiare o un mio amico ha un problema di salute. Molta gente non sa di calcio, eppure tutti danno giudizi, dai 5 ai 70 anni. Io non so di cucina e non ne parlo: ascolto chi sa di cucina…».



C’è il rischio di non avere più fame dopo sei scudetti di fila?

«Io ne ho vinto uno soltanto: ho una fame da morire».

A che punto è la causa con il presidente De Laurentiis?

«E’ tutto in mano agli avvocati, io mi occupo di calcio».

Fonte: Corriere dello Sport 

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